" Dunque bisogna coricarsi. Lo prendo sotto le ascelle, gli parlo e intanto faccio pressione, lentamente, per farlo sedere.
Ce l’abbiamo fatta, eppure è sempre troppo fuori, troppo sul bordo. E’ dimagrito......non riesco a ruotarlo sul bacino. Lascio stare e gli rimbocco le coperte....gli dico di stare tranquillo....
Penso che felicità sarebbe, stanotte, riuscire a dormire. Poi spengo la lampada e scappo……….
La vita normale è finita……"
Assistere quotidianamente una persona affetta da disabilità fisica/motoria/cognitiva comporta una serie di effetti negativi anche sui caregiver, nello specifico la fatica dettata dal farsi carico delle necessità fisiche, psicologiche e sociali che “grava” sulla persona che assiste, nota con il termine “caregiver burden (leggi Il CAREGIVER BURDEN INVENTORY (CBI): strumento di valutazione del carico assistenziale).
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Spesso il carico assistenziale, oltre ad essere fonte di stress per il caregiver, rappresenta una condizione che favorisce la comparsa di malattie nel caregiver; esiste pertanto una serie di possibilità di interventi , essenzialmente di area psicologica, che si possono mettere in atto per ridurlo: interventi di supporto, informazione e formazione, di sollievo e di counselling, in forma individuale o gruppale. La letteratura scientifica ha evidenziato l’importanza di questi interventi per ridurre non solo la depressione del caregiver familiare ma anche per ritardare l'accesso ai dei servizi socio-sanitari e all’ istituzionalizzazione del familiare assistito.
In questo articolo presento un questionario largamente utilizzato per la valutazione delle conseguenze sul caregiver del carico assistenziale di un famigliare con patologie croniche o degenerative: Zarit Burden Inventory (ZBI).