In questo articolo presento il Geriatric Anxiety Inventory (GAI), una scala psicometricamente valida, affidabile ed efficace per misurare i sintomi ansiosi specifici nella popolazione anziana.

Il GAI è stato concepito come un questionario di autovalutazione composto da una versione originale (20 item) e una versione breve (5 item) (GAI Short-Form, GAI-SF). La versione breve a 5 item include gli item 1 – 6 – 8 – 10 – 11 selezionati dalla versione lunga per una somministrazione più rapida. Per entrambe le versioni, il punteggio viene calcolato sommando il punteggio di ciascun item (0 o 1), con un punteggio più alto che suggerisce una maggiore ansia. L'intervallo di variazione è 0-20 per il GAI e 0-5 per il GAI-SF. L'accuratezza e la coerenza interna del GAI e del GAISF sono state confermate come elevate, supportando la possibilità di implementare l'uso di entrambi questi strumenti in molte diverse situazioni nella pratica clinica quotidiana, così come nella ricerca clinica ed epidemiologica.
Ideato e sviluppato nel 2007 in Australia (Pachana et al.), viene tradotto ed adattato in Italia nel 2009 (Rozzini et al.) e poi nel 2017 con una popolazione anziana più eterogenea (Ferrari et al.). Lo studio osservazionale trasversale multicentrico (Bologna, Modena e Catania) ha consentito la validazione del GAI per la popolazione italiana (dai 65 anni) su un campione di 78 soggetti.
Come esempio riporto alcuni item del GAI: "Sono preoccupato/a per la maggior parte del tempo" (ITEM1);"I miei pensieri spesso mi rendono ansioso/a (ITEM11); "Mi sento spesso un tremore dentro" (ITEM15)"; "Perdo delle cose perché sono troppo preoccupato" (ITEM 19).
Per ottimizzare l’utilità clinica del GAI, il questionario è stato impostato con le seguenti caratteristiche:
- relativamente breve, per ridurre la fatica nella compilazione;
- risposte in forma dicotomica per renderne più immediata la comprensione sia per anziani con bassa scolarità che con un lieve declino cognitivo. In particolare si è strutturata la risposta secondo le frasi “sono d’accordo”/ ”non sono d’accordo”, ritenute semanticamente meno categoriche delle opzioni “si”/ ”no”.
- ridotto riferimento ai sintomi somatici, per limitare la sovrapposizione con le condizioni mediche generali. Le patologie che più frequentemente creano sintomi ansiosi nei pazienti anziani sono di natura cardiovascolare (aritmie, scompenso cardiaco), respiratoria (polmoniti, sindromi ostruttive come BPCO/enfisema) e neurologica (parkinsonismi, eventi ischemici, demenze).
Gli item della GAI sono stati adattati in riferimento ad altri strumenti di misurazione dell’ansia e relativi a diversi aspetti specifici dell’ansia: preoccupazione, paura, meta-paura (la paura di avere paura), cognizione riguardante l’ansia, sintomi somatici correlati, stati d’ansia e sensibilità all’ansia.
Il cut-off per identificare i soggetti con sintomi d’ansia è stato identificato nel risultato di 8/9 punti; per i pazienti con disturbo d’ansia generalizzata è fissato a 10/11 (Pachana&Byrne 2007).
In conclusione i principali vantaggi dell’uso del GAI sono la possibilità di essere utilizzato:
- in diversi contesti clinici;
- con pazienti con basso livello di istruzione o con lieve deterioramento cognitivo;
- con pazienti con molteplici sintomi somatici dovuti a condizioni mediche generali.
Da integrare leggendo altri articoli, come La valutazione della depressione nell'anziano: colloquio clinico e scale / La depressione nell' anziano /La valutazione dei sintomi neuropsichiatrici e comportamentali della demenza: Neuropsychiatric Inventory (NPI)
Articolo di riferimento
Ferrari S, Signorelli MS, Cerrato F, Pingani L, Massimino M, Valente S, Forlani M, Bonasegla P, Arcidiacono E, De Ronchi D, Rigatelli M, Aguglia E, Atti AR. Never too late to be anxious: validation of the Geriatric Anxiety Inventory, Italian version. Clin Ter. 2017 Mar-Apr;168(2): e120-e127. doi: 10.7417/CT.2017.1992. PMID: 28383623.
Pachana&Byrne (2007). "Development and validation of the Geriatric Anxiety Inventory." International Psychogeriatrics.
