Il dolore si può definire come una "sensazione spiacevole ad una esperienza emozionale ed affettiva associata a danno dei tessuti o descritto nei termini di tale danno”(Classification of chronic pain. Descriptions of chronic pain syndromes and definitions of pain terms. Prepared by the International Association for the Study of Pain, Subcommittee on Taxonomy. Pain Suppl. 1986;3:S1-226.). Il dolore presenta sia una componente nocicettiva o neuropatica propriamente detta (sensazione dalla periferia, dolore con intensità, durata, localizzazione corporea) sia una componente affettivo/motivazionale (sofferenza), correlata alla personalità ed allo stato psicologico dell'individuo (difficoltà cognitive e relazionali, depressione).
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Il dolore può essere acuto, cronico e influenzato nella percezione dalla presenza di un decadimento cognitivo. Pertanto le persone con demenza possono esprimere il loro dolore in modi piuttosto diversi, in particolare nelle fasi più avanzate della malattia, diventando un fattore scatenante di stress di difficile gestione da parte della persona e di chi la assiste. La necessità di valutare la presenza di dolore deriva dalla constatazione dell'impatto interferente sulla persona in termini di autonomia quotidiana residua, tono dell'umore e disregolazione comportamentale, qualità e quantità del sonno, oltre ad accessi ospedalieri e spese sanitarie.
Nella letteratura la valutazione del dolore può avvenire in modo indiretto per osservazione del disconfort corporeo o diretto tramite un'autovalutazione della persona sull'esperienza soggettiva sensoriale e emozionale spiacevole associata ad un problema fisico. In questo articolo parleremo di uno strumento di osservazione chiamato Pain Assessment in Advanced Dementia (PAINAD).
Si tratta di una scala osservativa per la rilevazione del dolore dei pazienti con deficit cognitivo severo. È uno strumento molto diffuso a livello internazionale, validato in italiano nel 2007 da Costardi e colleghi (Costardi et al., 2007).
La scala è composta da da 5 indicatori basati totalmente sull'osservazione di comportamenti specifici:
1. respirazione (normale, affannosa, rumorosa con periodi di apnea e polipnea),
2. vocalizzazione (nessun problema, pianti, urla),
3. espressioni facciali (inespressive, triste, smorfiose),
4. linguaggio del corpo (rilassato, teso, pugni chiusi e tenta di colpire),
5. livello di consolazione (nessun bisogno, confuso e cerca rassicurazione, incapacità di consolazione).
Il tempo di somministrazione è almeno 5 minuti di osservazione del paziente prima di compilare la scheda.
Per ciascun item è previsto un punteggio da 0 a 2 in base alla gravità:
- 0 corrisponde all' assenza del comportamento che esprime dolore,
- 1 corrisponde alla presenza occasionale,
- 2 corrisponde alla continua o alla grave manifestazione del comportamento che esprime dolore.
Il punteggio totale deriva dalla somma dei punteggi dati a ciascun indicatore (range 0-10) così interpretabile:
0 – assenza di dolore;
da 1 a 3 dolore lieve;
da 4 a 6 dolore moderato;
da 7 a 10 dolore severo (Costardi et al., 2007).
E' bene avere nella propria cassetta degli attrezzi di valutazione, anche scale come queste che valutano fattori interferenti al benessere psico-fisico della persona con demenza. Nella pratuca clinica la presenza di dolore rischia di essere troppo spesso sottostimata e quindi non trattata adeguatamente riducendo inesorabilmente la qualità di vita della persona stessa e di chi se ne occupa a vario titolo.
Articolo di riferimento
Costardi D, Rozzini L, Costanzi C, Ghianda D, Franzoni S, Padovani A, Trabucchi M. The Italian version of the pain assessment in advanced dementia (PAINAD) scale. Arch Gerontol Geriatr. 2007 Mar-Apr;44(2):175-80. doi: 10.1016/j.archger.2006.04.008. Epub 2006 May 30. PMID: 16730814.