Relazione neuropsicologica: indicazioni generali

Una delle frasi che ho sottolineato dal libro "Scrivere la relazione psicodiagnostica" (Labbate & Andraos, 2019), di cui consiglio vivamente la lettura, è "per sapere scrivere bisogna saper leggere, e aver letto". In effetti mi sembra un buon punto di partenza per scrivere al meglio che si può una relazione in ambito psicologico.

Tale compito di scrittura non è semplice, in particolar modo se si è alle prime armi con tanta teoria in testa e poca esperienza. Dopo aver effettuato una valutazione neuropsicologica la relazione è un punto di arrivo, non sempre immediato, che mette nero su bianco il processo valutativo sia in termini quantitativi (punteggi corretti) che in termini qualitativi (osservazione comportamentale).

Un aspetto centrale da considerare di fronte alla redazione di una relazione è il nostro atteggiamento verso la scrittura:

•    Qual è l'atteggiamento del clinico quando scrive?
•    Qual è l'atteggiamento nei confronti della propria capacità di scrittura?
•    Qual è l'atteggiamento nei confronti delle proprie capacità di valutazione psicologica?
•    A chi è rivolto il report?
•    Che tipo di relazione si è instaurata tra il clinico e il soggetto?
•    Qual è il contesto della valutazione?
•    Ci sono altri possibili destinatari? Quali?
•    Qual è l'atteggiamento verso il lettore?
•    Qual è l'atteggiamento verso l'area indagata dalla valutazione? Il clinico è competente in quest'area?
•    In che modo l'atteggiamento del clinico può emergere attraverso la scelta delle parole del report?
•    La comunicazione è chiara, precisa, sensibile e rispettosa?

D' altro canto non esiste un modello univoco, così come uno stile descrittivo specifico, si hanno comunque dei punti da riportare:

- il motivo dell'invio, ovvero il quesito da considerare (analisi della richiesta);

- le informazioni utili sulla storia personale remota e recente;

- l'osservazione del comportamento;

- i test somministrati con tabella dei punteggi;

-  l'interpretazione dei risultati;

-  la sintesi e le conclusioni con focus non solo sugli aspetti patologici ma anche sugli aspetti residuali da potenziare;

- le indicazioni per il trattamento o indicazioni utili (Come si scrive una relazione neuropsicologica con esempio allegato).

Solitamente il formato della relazione in ambito neuropsicologico è di tipo ability-by-ability. In altri termini le informazioni ottenute attraverso i test e le osservazioni sono integrate e i risultati vengono esposti in relazione alle singole abilità (per esempio, la memoria, l'attenzione). Questo stile è mol­to complesso e per certi versi improprio (La cassetta degli attrezzi del neuropsicologo: i test ), dal momento che nessun test esamina esclusivamente una sola funzione cognitiva.

In generale, una relazione non dovrebbe superare le 3-4 pagine.  D'altra parte, è discutibile che una valutazione psicologica possa fornire una risposta esaustiva su un soggetto in una sola pagina. Infine da considerare è la tempesti­vità: chi ci commissiona una valutazione è in genere fermo in attesa della nostra risposta.

Per concludere è bene tenere a mente queste indicazioni:

- Prima di iniziare una valutazione, il clinico dovrebbe lavorare molto attentamente con il paziente e/o l'inviante per definire in modo chiaro il quesito da indagare e i bisogni del cliente;
- I punteggi ottenuti ai test devono essere integrati con la storia, l' os­servazione del comportamento, l'incontro con il soggetto, documen­tazioni oggettive/informazioni soggettive in diversi ambiti di vita (es. lavoro, salute fisica);
- Il clinico dovrebbe riflettere sulle diversità dei punteggi e dei dati a disposizione al fine di integrare le eventuali contraddizioni e discrepanze;
- Le interpretazioni della prestazione vanno sviluppate: considerazioni generali, aspet­ti specifici, descrizioni qualitative delle risposte ai test, esempi tratti dalla storia personale, osservazioni comportamentali, implicazioni per la vita quotidiana (aspetto più ecologico);
- Le indicazioni per il trattamento dovrebbero considerare le caratte­ristiche del soggetto, il grado di accordo del cliente/inviante sui ri­sultati dell' assessment e le risorse socio-familiari (Groth-Marnat e Davis, 2014) . 

I due concetti chiave da avere in mente si racchiudono in: INTEGRAZIONE E SINTESI.

Buona scrittura!

Libro utile e di riferimento

Abbate L., Andreos M.P. (2019). Scrivere la relazione psicodiagnostica. Dal test alla stesura del report in psicologia clinica e forense. Raffaello Cortina Editore. https://www.raffaellocortina.it/scheda-libro/luigi-abbate-maria-paola-andraos/scrivere-la-relazione-psicodiagnostica-9788832850956-2970.html