Un modello innovativo, a tutt’oggi, che sottolinea la necessità di andare oltre il concetto di malattia (approccio medico e patologizzante) e nel porre al centro la persona che vive con la demenza e le dimensioni connesse allo status di essere umano, quali il riconoscimento, il rispetto e la fiducia. Questo approccio centrato sulla persona con demenza è quello proposto alla fine degli anni ’90 da Kitwood e dai colleghi del Bradford Dementia Research Group.
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Qui di seguito alcuni aspetti chiavi concetto di Cura Centrata sulla Persona secondo Kitwood tra cui:
- riconoscere che l’individuo è una persona che può vivere la propria vita e avere relazioni, nonostante il progredire della malattia;
- offrire e rispettare le scelte della persona;
- considerare la storia di vita della persona;
- focalizzare l’attenzione su quello che la persona può fare (abilità residue) rispetto a quelle capacità che sono state perse a causa della malattia.
Tale approccio centrato sulla persona supporta i diritti, i valori e le credenze dell’individuo, entrando nel mondo dell’anziano con demenza e assumendo che ogni comportamento ha un significato, anche se difficile da interpretare, coinvolgendo l’anziano con demenza e valorizzando il potenziale della persona. Nella teorizzazione del modello Kitwood analizza i comportamenti adottati nei confronti della persona con demenza osservati nella pratica assistenziale e li suddivide in due categorie: quelli che potrebbero minare il benessere della persona, facenti parte della concezione di «psicologia sociale maligna», e quelli che viceversa lo sostengono e lo incrementano, compresi nel «lavoro positivo con la persona». Vengono così individuate dall’autore le categorie definite Personal Detractions (PD), che insieme formano la Psicologia Sociale Maligna (PSM), e quelle definite come Positive Events (PE), che insieme formano il Positive Person Work (PPW) (Bissolo, Fazzi, & Gianelli, 2009). Il termine Psicologia Sociale Maligna rileva l’importanza della dimensione relazionale e del contributo che il contesto sociale può dare al benessere o malessere della persona con demenza. Le definizioni sopredescritte di Psicologia Sociale Maligna e di Lavoro Positivo con la Persona diventano un riferimento teorico-pratico per l’ implementazione del modello centrato sulla persona.
Tom Kitwood nel suo libro “Dementia Reconsidered” (1997) descrive cinque bisogni psicologici fondamentali di ogni essere umano, che confluiscono nel bisogno centrale di amore:
- Il bisogno di comfort, inteso come il bisogno di ogni individuo di avere una figura significativa che possa garantirgli un senso di sicurezza, placare la sua ansia e fornirgli soccorso nelle situazioni di sofferenza e dolore;
- Il bisogno di inclusione, cioè di fare parte di un gruppo di persone. Le persone con demenza esprimono spesso questo bisogno attraverso comportamenti di ricerca di attenzione, le reazioni di protesta e il negativismo;
- Il bisogno di occupazione, che rispecchia il bisogno di partecipazione alla vita sociale ma permette anche alla persona di utilizzare le sue capacità restituendole un senso di competenza e autostima.
- Il bisogno di identità, che è intimamente legato alla storia della persona e alle qualità che gli altri attribuiscono alla sua persona. Questo rende necessaria un’attenta raccolta della storia autobiografica che permette una conoscenza e un approccio completi alla persona consapevole della situazione attuale e di quella passata.
- L’attaccamento, che secondo il modello di Bowlby (1983; 1989) sottolinea l’importanza della disponibilità di una base sicura che permetta alla persona di avere un senso di sicurezza e di approdo.
Kitwood ritiene che i suddetti bisogni, seppur universali, siano amplificati nelle persone che vivono con la demenza, questo poiché esse sono maggiormente vulnerabili e probabilmente meno abili nel mettere in atto autonomamente azioni volte a soddisfare tali bisogni.
Questa modalità di lettura consente di spiegare l’aumentata presenza di disturbi psicologici e comportamentali nelle persone con demenza in determinate circostanze e, in particolare, la sensibilità di questi sintomi agli stimoli soggettivi, interpersonali e ambientali (vedi I sintomi psicologici e comportamentali della demenza (Behavioral and Psy-chological Symptoms of Dementia - BPSD).
In conclusione il modello centrato sulla persona attraverso il riconoscimento della soggettività unica dell’individuo con demenza, della sua esperienza e dei suoi sentimenti, cerca di comprendere il significato di comportamenti apparentemente irrazionali, per aumentare il benessere della persona e realizzare un’assistenza di qualità.
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