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La demenza: la malattia delle 4 A e come riconsiderarla con Kitwood

Con il termine generico di demenza si intendea progressiva perdita delle funzioni cognitive, di entità tale da compromettere l’autonomia funzionale nella vita quotidiana.

Spesso viene definito un concetto-ombrello dal momento che racchiude diverse forme caratterizzate da un'insufficiente funzionamento cerebrale che si manifestano con:

- disturbi cognitivi;

- disturbi psicologici e comportamentali;

- perdita di autonomia quotidiana (funzionamento socio-lavorativo, familiare e personale).

 

La demenza è una sindrome complessa e acquisita estremamente eterogenea che colpisce una persona dopo uno sviluppo normale. Tale incompetenza cognitiva tende a comparire in età senile (dopo i 65 anni circa) ma può avere un esordio precoce nel 2-10% dei casi. L'età è uno dei fattori di rischio ma non l'unico (vedi I 12 fattori di rischio della demenza).

E' bene sottolineare che la demenza non è una sindrome congenita, non è uno stato confusionale acuto o un delirim (vedi Delirium o stato confusionale acuto: cos'è e come si valuta), non è una forma di depressione (vedi Demenza, depressione e pseudodemenza - Come si valuta la pseudodemenza depressiva? - Una scala per la valutazione della pseudodemenza depressiva: la Yousef Pseudodementia Scale (YPPS))

Se si vuole definire la DEMENZA = DEFICIT NEUROLOGICO,può essere definita la malattia delle 4 A, un acronimo utile al ricordo delle caratteristiche neuropsicologiche:

- Amnesia: perdita significativa di memoria e compromissione della capacità di apprendere o ricordare;

- Afasia: incapacità di formulare e comprendere i messaggi verbali e alterazione del linguaggio;

- Agnosia: incapacità di riconoscere ed indentificare correttamente gli stimoli, riconoscere persone, cose e luoghi;

- Aprassia: incapacità di eseguire correttamente alcuni movimenti volontari (come vestirsi) ed eseguire attività motorie.

Per fortuna, oltre alle perdite croniche e progressive, si può riconsiderare il deterioramento cognitivo cronico progressivo, come proposto da Tom Kitwood.  Lui propone una definizione arricchita di demenza come una configurazione derivante da cinque fattori:

Demenza = Compromissione neurologica (NI) + Personalità (P) + Biografia individuale (P) + Salute fisica (H) + Psicologia sociale maligna (MSP).

Tra i vari fattori, con psicologia sociale maligna Kitwood intende quell’insieme di atteggiamenti e di azioni che tendono a depersonalizzare chi soffre di demenza e di oggettivizzarlo negando il suo essere persona.

Secondo questo modello alternativo, le demenze vanno considerate soprattutto come forme di disabilità e il modo in cui una persona ne soffre dipende in misura determinante dalla qualità dell'assistenza (Kitwood, 1997). Una visione ben diversa dalla cultura  ipercognitivista che considera le demenze degenerative primarie come devastanti patologie a carico del sistema nervoso centrale, nelle quali la personalità e l’identità vengono progressivamente distrutte.

Tra le due definizioni, io personalmente preferisco la versione arricchita e non quella impoverita.

Vi allego un utile opuscolo dal titolo " ALZHEIMER conoscere la malattia per saperla affrontare" - pubblicato nel 2011 di Izzicupo F. et al. sul sito del Ministero della Salute.

 

Libri utili per approfondire:

Kitwood T. et al. (2015). Riconsiderare la demenza. Erickson Editore

Recanatini S. (2019). Io sono l'Alzheimer.Guida pratica per conoscere e affrontare la malattia. Gribaudo Editore