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La valutazione dei sintomi neuropsichiatrici e comportamentali della demenza: Neuropsychiatric Inventory (NPI)

In questo articolo presento una delle scale più usate per la valutazione dei sintomi neuropsichiatrici e comportamentali presenti nella demenza: NPI o Inventario NeuroPsichiatrico di Cummings (1994 - validato per la popolazione italiana da Binetti et al., 1998).

E' un'intervista rivolta alla persona che vive vicino al paziente e possono essere verificate sia interrogando che osservando direttamente il paziente stesso.

Nell'inventario ciascun sintomo neuropsichiatrico è esaminato da:

- una domanda di screening (riportate di seguito)

- da ulteriori domande di approfondimento (da proporre solo in caso di risposta alla domanda di screening).

Nel caso si rilevano incongruenze tra quanto osservabile e quanto riportato dal familiare o se le risposte date non risultano valide occorre segnalare la "non applicabilità" (n.a. - nella tabella riassuntiva).  

Le domande si riferiscono sempre a cambiamenti comparsi in associazione alla demenza. Non vanno registrate le caratteristiche premorbose della persona (depressione, ansietà, ecc.) e che non si sono modificate dopo l’esordio della demenza.

Bisogna ricordare periodicamente durante l’intervista che ci riferiamo ai cambiamenti insorti con la demenza. Le domande devono riferirsi alla situazione del paziente nelle 6 settimane precedenti all’intervista (o nell’ultimo mese e mezzo).


Nel NPI i 12 sintomi esaminati sono:

1) allucinazioni: "Il paziente crede in cose che non sono vere? Per esempio, insiste sul fatto che qualcuno sta cercando di fargli del male o di rubargli qualcosa? Dice che i componenti della famiglia non sono chi dicono di essere o che la casa non è la sua? Non mi riferisco a semplice sospettosità; siamo interessati a sapere se il paziente sia convinto che queste cose gli stiano realmente accadendo."

2) deliri: " Il paziente ha allucinazioni, cioè vede o sente cose che non esistono? Sembra vedere, sentire o provare cose non presenti? Con questa domanda non intendiamo solamente convinzioni sbagliate, cioè affermare che una persona morta sia ancora viva; piuttosto vogliamo sapere se il paziente presenta la percezione non normale di suoni o visioni."

3) agitazione: " Il paziente ha periodi durante i quali rifiuta di collaborare o durante i quali non si lascia aiutare dagli altri? È difficile da gestire?"

4) depressione/disforia: " Il paziente sembra triste o depresso? Dice di sentirsi triste o depresso?" (vediLa valutazione della depressione nell'anziano: colloquio clinico e scale - Una scala per la valutazione della pseudodemenza depressiva: la Yousef Pseudodementia Scale (YPPS)

5) ansia: " Il paziente è molto nervoso, allarmato, spaventato senza veri motivi? Sembra molto teso o agitato? E' impaurito dal rimanere lontano da voi?"

6) euforia/esaltazione: " Il paziente è eccessivamente felice o allegro senza motivo? Non si intende la normale felicità mostrata alla vista di amici, quando si ricevono regali o quando si sta con i parenti; vi sto chiedendo se il paziente ha un persistente e anormale stato di euforia o se trova ridicole cose che gli altri no trovano divertenti. "

7) apatia/indifferenza: " Il paziente ha interesse verso il mondo che lo circonda? Ha perso interesse nel fare le cose o è meno motivato ad iniziare nuove cose? Il paziente ha difficoltà nell’introdursi in conversazioni o nelle faccende di casa? Il paziente è apatico o indifferente?"

8) disinibizione: " Il paziente sembra agire impulsivamente senza pensarci? Fa o dice cose che di solito non dice o non fa in pubblico? Fa cose imbarazzanti per voi o per altri?"

9) irritabilità/labilità psicoemotiva: " Il paziente si irrita o si arrabbia con facilità? Il suo umore è molto variabile? È impaziente in modo anormale? Non intendiamo frustrazione per le difficoltà di memoria o per l’incapacità di compiere semplici operazioni; vogliamo sapere se il paziente presenta un’irritabilità anomala, impazienza o rapidi cambiamenti di umore che si differenziano dal solito?"

10) attività motoria aberrante o afinalistica: "Il paziente continua a camminare, a fare o rifare le stesse cose come aprire gli armadi o cassetti, oppure sposta in continuazione gli oggetti o attorciglia le stringhe o i lacci?"

11) disturbi del sonno (in difetto o in eccesso): " Il paziente presenta disturbi del sonno? Sta alzato, vaga per la casa durante la notte, si veste e si sveste, disturba il sonno dei familiari? (non si considera se si alza per andare in bagno)"

 12) disturbi dell'appetito e dell'alimentazione (in difetto o in eccesso): " Il paziente presenta disturbi dell’alimentazione come alterazioni dell’appetito, delle abitudini o delle preferenze alimentari. Ha subito variazioni di peso? "


Per ciascun sintomo neuropsichiatrico si indagano tre aspetti:

- frequenza;

- gravità;

- stress emotivo e psicologico del caregiver.

 
Per la valutazione della frequenza delle manifestazioni si chiede, alla fine delle domande di ciascuna sezione: “Ora vorrei sapere con quale frequenza sono presenti questi problemi [si deve fare riferimento alla manifestazione neuropsichiatrica più grave rilevata per ogni sezione]"

Da indicare con una scala da 1 a 4:

1. Raramente (meno di una volta alla settimana) - 2. Talvolta (circa una volta alla settimana) - 3. Frequentemente (diverse volte alla settimana, ma non tutti i giorni) - 4. Molto Frequentemente (praticamente sempre presente) .


Per la valutazione della gravità delle manifestazioni si chieda, alla fine delle domande di ciascuna sezione: “Ora vorrei sapere questi comportamenti quanto sono gravi, vorrei che mi riferisse la gravità riferendosi al grado di coinvolgimento e di disabilità sperimentato dal suo congiunto [si deve fare riferimento alla manifestazione neuropsichiatrica più grave rilevata per ogni sezione]”.

Da indicare con una scala da 1 a 3:

1. Lievi (la depressione è disturbante ma può essere controllata con supervisione e rassicurazioni) -  2. Moderata (la depressione è disturbante, i sintomi depressivi sono espressi spontaneamente dal paziente e sono difficili da alleviare) -  3. Marcata (la depressione è molto disturbante e rappresenta una delle principali cause di sofferenza per il paziente)


Per la valutazione dello stress emotivo o psicologico del caregiver si chieda, alla fine delle domande di ciascuna sezione: “Ora mi indichi quale stress o disagio le hanno provocato questi comportamenti descritti [si deve fare riferimento alla manifestazione neuropsichiatrica più grave rilevata per ogni sezione]”.

Da indicare con una scala da 1 a 5:

 0. Nessuno  1. Minimo  2. Lieve  3. Moderato  4. Severo  5. Grave

Non si hanno dei punteggi soglia. Il punteggio ottenibile al NPI è 0-144. Non esistono dei punteggi soglia. Più alto è il punteggio, maggiore è la presenza di disturbi neuropsichiatrici e comportamentali presenti nella persona.

Per concludere, riporto la tabella riassuntiva del NPI:

 

Riferimenti bibliografici

Cummings JL, Mega M, Gray K, Rosemberg-Thompson S, Carusi DA, Gornbei J, Neurology, 1994; 44:2308-2314.

Valid. italiana di Binetti et al., 1998