In questo breve articolo vorrei rispondere con suggerimenti utili alla seguente domanda: cosa chiedere nella fase preliminare alla valutazione neuropsicologica?
La prima parte della valutazione dedicata al colloquio preliminare risulta estremamente importante per la conoscenza anamnestica della persona che per creare un clima di fiducia e di collaborazione alla base della fase propriamente testistica.

Questa potrebbe essere utilizzata come un canovaccio da seguire nel colloquio preliminare alla valutazione neuropsicologica.
- Sono presenti difficoltà ad apprendere e ricordare nuove informazioni? E' più ripetitiva, ha problemi a ricordare il contenuto di recenti informazioni, eventi, appuntamenti? Perde frequentemente oggetti, per esempio le chiavi di casa?
- Presenta difficoltà ad eseguire compiti complessi, per esempio effettuare attività che richiedono più fasi in sequenza (es. preparare un pasto), tralascia o non porta a termine le attività domestiche?
- Ha difficoltà nella guida di autoveicoli o nel trovare la via di casa? E' capitato che sia persa in luoghi non familiari? Non è in grado di sapere che giorno è o in che mese siamo? Dimentica di ritirare la pensione o si recate insistentemente presso gli uffici postali per ritirarla?
- Ha difficoltà a mantenere il filo del discorso, a trovare parole per esprimersi? Presenta difficoltà a denominare oggetti comuni e li indica con “il coso”, “la cosa” o con giri di parole?
- E' più passiva, meno coinvolta nelle attività familiari? E' più irritabile del solito, è diventata sospettosa, talora con accuse infondate?
- Ha presentato episodi confusionali acuti in corrispondenza di cambi di ambiente o durante un periodo di ospedalizzazione?
Se sono presenti questi sintomi occorre approfondire:
- esordio (comparsa);
- durata (tempo);
- decorso (evoluzione).
Oltre a questo rintengo utile nella pratica clinica la parte introduttiva presente nel protocollo dell 'ESAME NEUROPSICOLOGICO BREVE-2 (Mondini et al., 2011) oppure nel piccolo libro di VALUTAZIONE NEUROPSICOLOGICA (Mapelli et al. 2009).
