Introduzione alla Valutazione Neuropsicologica

L'esame neuropsicologico è un'esame indiretto del funzionamento cerebrale. Una possibile definizione è quella riportata da A. Bianchi (2008) "è un insieme di procedure atte a descrivere e misurare il funzionamento del sistema cognitivo, i cui risultati possono informare circa l'integrità e l'organizzazione del corrispondente substrato cerebrale".

 

È un iter diagnostico consistente nella raccolta accurata di informazioni da parte del paziente e del familiare (o caregiver), nella competenza di saper somministrare un test ed interpretarlo, nella stesura di quanto emerso sullo stato cognitivo, emotivo, comportamentale e funzionale di un individuo in un determinato momento e contesto dopo un danno cerebrale di varia natura (traumatica, degenerativa, tumorale, vascolare...).

Quali sono le finalità di una valutazione neuropsicologica?

Eccole riportate qui di seguito.

  •  Definire lo stato cognitivo di un individuo: quali sono le funzioni compromesse? Quali le funzioni risparmiate?
  • Identificare la relazione tra le misure neuropsicologiche e le difficoltà riscontrate nella vita di tutti i giorni  (es. il paziente lamenta una difficoltà nel ricordare le notizie date dal telegiornale e la prestazione ad un test di apprendimento verbale - es. memoria di prosa);
  • Mettere a punto un protocollo di intervento riabilitativo (es. un training di memoria);
  • Contribuire alla diagnosi medica o diagnosi differenziale tra patologie diverse (es. demenza vs pseudodemenza depressiva);
  • Fornire una certificazione di danno cognitivo con valore peritale (es. domanda di accompagnamento).

Tutti i pazienti sono valutabili?

Ecco alcuni aspetti da considerare che possono interferire o invalidare la valutazione neuropsicologica.

Sono sempre da valutare prima di iniziare la presenza di importanti disturbi sensoriali periferici (es. cecità, sordità, paziente non ha portato gli occhiali che solitamente usa per leggere)

Bisogna saper riconoscere durante la valutazione segni di stanchezza ed affaticabilità del paziente: sbadigli, occhi socchiusi, ripetizioni di domande senza problemi di udito o comprensione verbale, prestazione scadente in tutti i  test oppure il paziente stesso riferisce esplicitamente di essere stanco.
Se è possibile, evitare di effettuare l’esame neuropsicologico nel primo pomeriggio (per esempio le persone anziane sono abituate a riposarsi) o dopo attività fisica (es. fisioterapia).

La presenza di evidenti disturbi motori o la condizione di allettamento (es. evitare prove di scrittura, lettura).

La presenza di significativi problemi emotivi e comportamentali che impediscono una prestazione attendibile (grave depressione con crisi di pianto rende difficile la collaborazione; marcata ansia con agitazione psicomotoria; reazione aggressiva e scarsa collaborazione; disinibizione comportamentale)

Nel caso di un paziente straniero che non conosce l’italiano, è consigliabile usare test culture free e di tipo non verbale (es. Matrici Progressive Standard, SPM) anche se la correzione con tarature italiane non è adeguata.

E'possibile solo una valutazione di tipo qualitativo-osservazionale in caso di uno stato confusionale acuto (o delirium), di analfabetismo (la taratura dei test neuropsicologici italiani non presenta gruppi di riferimento di soggetti analfabeti), di grave deterioramento mentale (non è testabile ed è consigliabile uso di prove semplici con descrizione qualitativa dell’esecuzione dei test, come per es. se non è in grado di tenere in mano la penna).


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