ll concetto di Mild Cognitive Impairment (MCI), acronimo inglese di disturbo cognitivo lieve, definisce un’ entità diagnostica di transizione tra l’invecchiamento fisiologico e quello patologico (la demenza). Definita come la fase preclinica della demenza (Caltagirone et al., 2003 - La batteria neuropsicologica di valutazione del MILD COGNITIVE IMPAIRMENT (MCI).
Il termine venne introdotto da Petersen nel 1999, nel contesto del concetto di “continuum cognitivo” tra normalità e demenza. In particolare il MCI venne proposto come la fase di transizione tra la normalità e la demenza di Alzheimer (AD). La conversione in demenza dipende dall’ interazione didiversi fattori, tra cui predisposizione genetica, fattori ambientali, comorbidità e una “personale riserva cognitiva” che ciascun individuo ha accumulato nella corso della propria vita.
I criteri clinici ed operativi del MCI sono i seguenti:
1) Presenza di un disturbo soggettivo di memoria, preferibilmente confermato da un familiare ;
2) Rendimento patologico per età e scolarità in prove di memoria (test neuropsicologici con prestazioni inferiori a 1,5 SD al di sotto della norma);
3) Normale funzionamento cognitivo generale;
4) Normali capacità di eseguire attività nella vita quotidiana ;
5) Assenza di demenza e di altre condizioni morbose che possono spiegare il disturbo di memoria (es. depressione,)
Nel tempo si sono caratterizzate diverse tipologie di MCI:
- MCI con un rendimento patologico nella funzione memoria (a-MCI single domain),
- MCI con deficit di memoria più altre funzioni cognitive (a-MCI multiple domain),
- MCI con una funzione cognitiva non memoria (non a-MCI single domain),
- MCI con più funzioni cognitive non memoria (non a-MCI multiple domain).
Vediamo l'algoritmo del MCI, utile e sintetico.

Poiché le varie forme di MCI possono essere prodromiche di differenti tipi di demenza (AD, demenza vascolare, demenza fronto-temporale, afasia progressiva primaria, de-menza a corpi di Lewy ecc.) è molto importante caratterizzarle accuratamente per poi ipotizzare la loro evoluzione clinica.

In sintesi, il MCI indica una persona che non è cognitivamente né normale né demente; è evidente un deterioramento cognitivo nel tempo dimostrato da misure oggettive; il declino cognitivo è percepito dal paziente e/o da un congiunto; l’autonomia nella vita quotidiana è conservata e le attività strumentali complesse della vita quotidiana sono o preservate o solo lievemente compromesse.
Per concludere, l'utilità della valutazione del MCI è dettata dalla possibilità di fornire una diagnosi precoce (importanza della presa in carico e il monitoraggio nel tempo), oltre alla possibilità di un intervento precoce di tipo farmacologico e non con una possibilità maggiore di rallentare e/o stabilizzare la condizione.
