Che cos'è la neuropsicologia?

La neuropsicologia è la disciplina scientifica che studia i deficit cognitivi ed emotivo-motivazionali causati da lesioni o disfunzioni del sistema nervoso centrale (o SNC).

Già a partire dal termine stesso dare una definizione di neuropsicologia rileva sin da subito la natura composita e complessa di questa neuro-scienza.

La neuropsicologia è una scienza interdisciplinare che si occupa dello studio dei processi cognitivi e comportamentali, correlandoli con il funzionamento di specifiche strutture cerebrali. E' una disciplina che si occupa di valutazione e riabilitazione/stimolazione dei deficit a carico delle funzioni cognitive (memoria, attenzione, linguaggio....) in seguito a danni cerebrali causati da diversi eventi patologici, quali malattie degenerative (es. malattia di Alzheimer), ictus cerebrali, traumi cranici (es. dopo incidenti stradali), tumori cerebrali, malattie demielinizzanti (es. sclerosi Multipla), malattie psichiatriche (es. depressione).

La neuropsicologia può essere applicata in diversi ambiti, principalmente clinica e sperimentale, e nell' intero arco di vita (dalla culla alla tomba, direbbe qualcuno). Implica, oltre alla formazione  e all'aggiornamento continuo, avere a seconda delle varie fasi del percorso diagnostico-riabilitativo diverse conoscenze (terminologie mediche, tecnico-strumentali, neurologiche, geriatriche) e diverse competenze (propriamente psicologiche, psicometriche) ma anche saper entrare in relazione con la persona affetta da disturbo cognitivo o neuropsicologico (acquisito). Osservare chi abbiamo di fronte secondo una prospettiva sia obiettiva e quantitativa sia qualitativa ed osservazionale.

La neuropsicologia come disciplina scientifica è nata nella seconda metà dell’800 con la scoperta da parte di Paul Broca che lesioni emisferiche sinistre frontali possono causare deficit specifici del linguaggio. La neuropsicologia moderna si avvale di contributi provenienti da diverse branche della scienza: statistica e psicometria, linguistica, neuroradiologia e neuroimmagini, neurofisiologia oltre alla neurologia e alla psicologia.

 

La neuropsicologia ha giocato un ruolo importante nel dimostrare che la mente non unitaria ma divisa in diverse parti tra loro collegate. La possibilità di studiare pazienti cerebrolesi per indagare la multicomponenzialità anatomica e funzionale della mente ha tre presupposti:

  1. modularità: i processi mentali sono articolati in componenti distinte, dette anche moduli;
  2. corrispondenza: esiste una relazione tra l’organizzazione neurologica del cervello e l’organizzazione funzionale della mente;
  3. costanza: a seguito di una lesione cerebrale la struttura anatomo-funzionale dei processi mentali non si riorganizza per fenomeni di plasticità a tal punto da risultare diversa da quella prima della lesione cerebrale.

Il metodo della dissociazione e il concetto di sindrome sono elementi basilari dell’approccio neuropsicologico.

La dissociazione tra deficit dimostra che una funzione cognitiva è indipendente dall’altra. Esistono due principali tipi di dissociazione:

  • la dissociazione semplice: un paziente ha una prestazione nel compito A peggiore di quello del compito B (es. ha una prestazione preservata nel compito di memoria a breve termine e compromessa nel compito di memoria a lungo termine).
  • la dissociazione doppia: un paziente ha una prestazione peggiore nel compito A rispetto al B, l’altro paziente ha un comportamento opposto (meglio in B rispetto ad A). Un esempio è dopo lesione dell’emisfero sinistro con l’afasia di Broca il deficit è nella produzione linguistica e non nella comprensione, con l’afasia di Wernicke è presente un deficit di comprensione e non di produzione. Una dimostrazione ancora più potente dell’indipendenza delle funzioni mentali.

D’altro canto, l’associazione indica un particolare insieme di segni si verifica con elevate frequenza. Mutuato dalla medicina, la sindrome suggerisce un meccanismo patogenetico comune ai deficit associati. Un esempio è la sindrome di Gerstamann che si manifesta con l’associazione frequente di agnosia digitale, acalculia, disorientamento destra-sinistra ed agrafia dopo lesione specifica del giro angolare dell’emisfero di sinistra.

 

Dott.ssa Marilena Consalvo - psicologa psicoterapeuta