La valutazione funzionale consente di fornire un profilo delle difficoltà che impediscono alla persona di svolgere le attività di vita quotdiana. (vedi La valutazione funzionale della demenza: scale di autonomia di vita quotidiana (scala ADL - IADL - AADL). L'obiettivo principale nell'effettuare tale valutazione è principalmente stabilire il grado di indipendenza da qualsiasi tipo di aiuto (fisico o verbale). Tale esame può avere diverse finalità che potrebbero essere di tipo clinico-diagnostico, di controllo nel tempo del profilo, di natura medico-legale (es. richiesta di indennità di accompagnamento in caso di demenza).

In questo articolo vorrei parlare dell 'Indice di Barthel o Barthel Index sia nella sua versione originale (BI) che in quella modificata (BIM). E' una delle scale ADL (Activity Daily Living) maggiormente utilizzate nel sistemi di valutazione multidimensionale.
Barthel è il cognome dell'infermiera inglese, ideatrice dell'omonimo questionario tra gli anni' 50 e '60 con l'obiettivo è definire il grado di indipendenza della persona nelle attività di base.
Nella versione originaria il BI si esamina l'autonomia in 10 attività quotidiane:
1. Alimentazione;
2. Vestirsi/svestirsi (abbigliamento);
3. Igiene personale;
4. Fare il bagno/doccia;
5. Controllo sfinterico intestinale;
6. Controllo sfinterico vescicale;
7. Spostamenti: sedia-letto e ritorno;
8. Uso toilette (montare e scendere dal WC);
9. Mobilità: camminare in piano;
10. Salire e scendere le scale.
I lvelli/codici da indicare per ciascun item sono tre: A (dipendente),B (con aiuto),C (indipendente).
Il punteggio varia da 0 a 100 (completa indipendenza).Il punteggio assegnato per ogni funzione può essere 15, 10, 5 o 0. Per esempio, vengono assegnati 10 punti se il soggetto si alimenta autonomamente e 5 punti se richiede aiuto (per esempio tagliare il cibo). Il punteggio massimo è assegnato solo se il paziente esegue il compito in modo completamente indipendente, senza la presenza di personale d'assistenza.In caso di punteggi nella fascia intermedia, denota come la persoba necessita di aiuto esterno; in caso di punteggi più bassi il paziente può collocarsi nella fascia bassa, ciò indica una dipendenza nello svolgimento delle attività di vita quotidiana.
La versione modificata del BI (Shah et al., 1989) viene elaborato con l'intento di definire meglio la situazione funzionale e stadiare il livello di dipendenza e parallelamente il livello di necessità assistenziale. Le attività da esaminare sono le stesse in ordine diverso, con l'aggiunta dell'item "uso della carrozzina" se la persona non deambula. I punteggi variano da 0,1,2,3,4,5,8,10,12 e 15 a seconda delle attività. I livelli da indicare sono 5:
A= Totale incapacità nell’eseguire il compito (anche con aiuto);
B= Necessità di aiuto importante (completa incapacità senza aiuto);
C= Necessità di aiuto modesto e/o supervisione attiva ( necessità di aiuto per portare a termine il compito);
D= Necessità di aiuto minimo e/o supervisione passiva ( è sufficiente la presenza di qualcuno anche senza intervento attivo);
E= Totale indipendenza ( la lentezza nell’eseguire un compito non modifica il punteggio purchè non richieda l’intervento di terzi).
I punteggi del BIM sono da intepretare come indicato nella tabella successiva:
Considerazioni utili alla compilazione del BI(M):
- l'indice esamina cosa è in grado di svolgere la persona e non le potenzialità di svolgimento delle attività;
- il grado di autonomia dovrebbe essere valutato sia con domande dirette alla persona in questione,ai familiari, ai professionisti che lo accudiscono; a questo occorre aggiungere l’osservazione diretta nella quotidianità ( 24 – 48 ore);
- la necessità di supervisione considera la persona "dipendente";i i pazienti in stato di incoscienza dovrebbero avere il punteggio “0” in tutte le voci, anche se è ancora presnete la continenza;
- il valore medio (es.5) implica che il paziente fornisca più del 50% dello sforzo;
- è consentito l’uso di ausili per essere indipendente.
I protocolli del BI o BIM sono facilmente reperibili, sarebbe preferibile utilizzare la versione modificata.
Articoli di riferimento
Mahoney FI, Barthel DW. Functional Evalation: the Barthel Index. Md State Med J. 1965 Feb;14:61-5.
Shah S, Vanclay F, Cooper B. Improving the sensitivity of the Barthel Index for stroke rehabilitation. J Clin Epidemiol. 1989;42(8):703-9.
