La prestazione alle CPM è influenzato non solo dalle abilità di ragionamento logico di natura visuo-spaziale ma anche di eventuali disfunzioni visuo-percettive (come emianopsia, neglect). A causa di lesioni dell'emisfero destro, la presenza di forme sfumate di neglect può comportare una preferenza di posizione per gli item di risposte sul lato destro. Pertanto risulta importante effettuare la lettura qualitativa delle CPM andanda a considerare i seguenti aspetti:
- Perdita della consegna del compito: il paziente dimentica che cosa fare durante lo svolgimento del test, questo può essere riferito direttamente dal paziente o essere desunto dalla casualità o dalla rapidità delle risposte. Questo indica un disturbo mnesico di natura da definire che interferisce con lo scopo primario del test, che è la valutazione delle abilità di ragionamento logico su base visuospaziale. Pertanto risulta importante distinguere la capacità di memoria da quella intellettiva a fini diagnostici.
- Effetto complessità: occorre rilevare se il rendimento risente dell'andamento di crescente difficoltà di ciascuna delle tre serie delle matrici (A, Ab, B); tale aspetto è da considerare per valutare gli errori commessi per un'errata comprensione verbale, la presenza di un declino cognitivo ed eventuali fenomeni di malingering (in caso di finalità medico-legali, ossia simulazione di un danno inesistente per vantaggi economici e legali).
- Effetto punta: il paziente cerca di completare la matrice secondo un criterio basato sulla forma della punta dello stimolo e non sulla base della tessitura della figura come richiesto; tale dato è spesso indicativo di una dispercezione visiva della forma dell'oggetto ed è solitamente indicativo di una più ampia disfunzione visuospaziale. li compito di ragionamento analogico è quindi condizionato in prima istanza da un deficit visuospaziale superiore in cui non è più valutabile la componente di ragionamento.
- Effetto buco: il paziente indica il "buco" della matrice da completare come risposta; questo comportamento sembrerebbe indicare una specie di attrazione magnetica del soggetto verso il locus da completare e potrebbe così essere indicativa di una disfunzione esecutiva nelle strategie di controllo attentivo; spesso tale risposta è connessa (ma non sempre) ad altre forme di accollamento al modello (come l fenomen del "closing" nei compiti di copia di figure).
- Perseverazione della risposta/preferenza posizionale: il paziente sceglie ripetutamente il medesimo item (ad esempio, ii n. 2) indipendentemente dalla matrice presentata. Tale risposta potrebbe essere indicativa di una fissità funzionale nella fase decisionale e quindi rappresentare un aspetto perseverativo di ongine disesecutiva. Ma se la risposta è una preferenza posizionale, ad esempio le posizioni n. 3 e n. 6, entrambe sulla destra del foglio, può indicare la presenza di un fenomeno di neglect (omissione delle risposte a sinistra).
- Rallentamento ideativo - titubanza cognitiva: a prescindere dalla correttezza o meno delle risposte, il paziente impiega un tempo eccessivo (ad esempio, più di 20 minuti) nel valutare le opzioni e nel prendere una decisione; a volte tale comportamento indica un generale rallentamento ideomotorio (evidente anche in altre prove), oppure in alternativa un blocco del processo decisionale per motivi sia frontali (rifiuto di una scelta esclusiva) sia psicogeni (eccessiva meticolosità nel valutare i singoli stimoli).
