È opinione diffusa che con l'avanzare dell'età aumenti la depressione. «Più si invecchia e più ci si deprime», così recita uno dei miti riportati nel libro "Great Myths of Aging"del 2015, in cui le autrici rispondono «Non crediate che le persone anziane siano più depresse delle giovani!».

Nell'invecchiamento le specifiche condizioni di disagio psicologico sono il prodotto ottenuto dall' impatto degli eventi personali (psicologici e corporei), relazionali e sociali sulla persona e non semplicemente dovute all'effetto dell'età che avanza. Pertanto la sintomatologia depressiva presenta caratteristiche peculiari nella persona anziana con lo sviluppo di sintomi depressivi in relazione ai cambiamenti a livello fisiologico-biologico (modificazioni del ritmo sonno-veglia, perdita di appetito, perdita di energia), psicologico (percezione del tempo di vita limitato) e cognitivo (perdita della memoria) a cui si va fisiologicamente incontro. Per questo diventa importante effettuare un' attenta diagnosi differenziale del profilo psico-fisico e cognitivo della persona anziana.
La depressione ha un'incidenza che oscilla tra il 6 e il 44 % a seconda delle popolazioni prese in considerazione (istituzionalizzate e non) e dei criteri utilizzati. Tale quadro psicopatologico può evere un esordio nella terza età, sia come disturbo del tono dell'umore tout-cout (depressione primaria) sia in comorbilità con altre patologie (depressione secondaria), quali per esempio disturbi cardiaci, ictus, diabete, artrosi (vedi Demenza, depressione e pseudodemenza).
Secondo il DSM-5, Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, la depressione è un disturbo dell'umore caratterizzato da:
- sintomi psicologici: tristezza, sensazione di vuoto, irritabilità, apatia e perdita di interesse per attività prima considerate piacevoli, pessimismo, minor fiducia in se stessi e sensi di colpa;
- modificazioni fisiologiche: alterazione del ritmo sonno-veglia e delle abitudini alimentari, oltre ad affaticamento e perdita di energia;
- sintomi cognitivi: minor attenzione e capacità di concentrazione, difficoltà nel prendere decisioni, nel pensare, nel parlare e nel memorizzare informazioni.
In particolare la persona non è capace di controllare i propri pensieri dal contenuto negativo-pessimistico in quanto automatici, intrusivi e egodistonici.
Nella persona anziana i quadri depressivi possono manifestarsi sia come disturbo di depressione maggiore e di disturbo distimico, sia sottoforma di alltre categorie diagnostiche (per esempio depressione minore) che tengono conto delle specificità della condizione depressiva nell'anziano.
La depressione maggiore viene definita sulla base della presenza di almeno uno di due sintomi cardine: il tono di umore depresso e la mancanza di interessi. Oltre ad almeno altri quattro fra i seguenti disturbi: alterazioni del sonno, dell'appetito, perdita di peso, rallentamento psicomotorio, idee di suicidio, scarsa concentrazione, sentimenti di colpa, per una durata di almeno due settimane. Talvolta la depressione maggiore si associa a deliri a contenuto ipocondriaco, persecutorio, o a sensi di colpa; in tal caso si parla di depressione psicotica. La depressione minore è definita sulla base della presenza di uno solo dei sintomi cardine, accompagnato da uno a tre dei sintomi ancillari. Da alcuni viene denominata anche come depressione subsindromica o sottosoglia; la distimia è una condizione di depressione cronica che dura da almeno due anni.
Di fronte ad un' anziano con sospetta sintomatologia depressiva, occorre tenere a mente i seguenti fattori di rischio fisici e psico-sociali riportati qui di seguito.
I fattori di rischio fisici
• Dolore cronico e disabilità
• Malattie croniche (come diabete, cardiopatia ischemica, malattia polmonare ostruttiva cronica)
• Disturbi metabolici/endocrini (malattie della tiroide,ipercalcemia,deficit della proteina B12e dei folati)
• Infarto miocardico acuto
• Malattie cerebrali organiche (demenza, ictus, morbo di Parkinson, malattia cerebrovascolare)
• Tumori
I fattori di rischio psicosociali
• Storia pregressa di depressione
• Isolamento sociale
• Cambiamento del ruolo e perdita dello status sociale
• Cambiamento delle condizioni finanziarie e del ruolo sociale (per esempio pensionamento)
• Essere un caregiver
• Difficoltà di adattamento a malattia/dolore/disabilità
• Lutto e perdita
• Scarse risorse per affrontare la paura della morte
• Istituzionalizzazione
Fonte:Adattata da Rodda, Walker e Carter (2011)
In conclusione, la valutazione dei sintomi depressivi nell'anziano è molto complessa per i seguenti motivi.
In primo luogo, i sintomi manifestati dalla persona anziana possono non soddisfare i criteri diagnostici standard, come quelli del DSM-5, non facilitando la comprensione dell'eziologia dei sintomi e la diagnosi. Per la presenza di forme più lievi e sottosoglia come la depressione minore, intesa come ....
In secondo luogo, la presenza di malattie fisiche e/o di condizioni psicosociali che favoriscono l'insorgere di sintomi depressivi possono complicare il quadro clinico.
In terzo luogo, è lo stesso anziano che sottostima il proprio disagio psicologico, giustificando la deflessione del tono delll'umore alla molteplicità dei problemi fisici che lo affliggono o attribuendolo come conseguenza inevitabile dell'invecchiamento, oppure evita volutamente di parlarne per paura e/o vergogna di confermare lo stereotipo negativo legato a questa sintomatologia (per esempio essere considerato un «vecchio pazzo»).
