La valutazione neuropsicologica della demenza in Italia

In Italia è in atto una crisi demografica caratterizzata da uno strutturale invecchiamento della popolazione. Nel mondo, oltre alla Spagna, ci superano solo il Giappone e la Svizzera, con un'aspettativa di vita media di 84 anni. A dimostare questo è l' indice di vecchiaia, ossia il rapporto percentuale tra il numero degli ultrassessantacinquenni ed il numero dei giovani fino ai 14 anni, che nel 2020 dice che ci sono 178,4 anziani ogni 100 giovani.

L'età è uno dei principali ed immodificabili fattore di rischio associato all'insorgenza della demenza (vedi I 12 fattori di rischio della demenza). Al progressivo aumento della popolazione anziana in Italia conseguirà un aumento della prevalenza dei pazienti affetti da demenza. Ad oggi si stima che il numero totale dei pazienti con demenza è di  oltre un milione (di cui circa 600.000 con demenza di Alzheimer) e circa 3 milioni sono le persone direttamente o indirettamente coinvolte nell'assistenza (dati ripresi dal Sito del Ministero della Salute, aggiornato a settembre 2020).

La sintomatologia della demenza caratterizzata dalla progressiva e cronica compromissione delle funzioni cognitive comporta una disabilita' la cui gestione clinica ed assistenziale risulta estremamente complessa, troppo spesso a carico della famiglia. Oltre alla frequente condizione di pluripatologia che, inevitabilmente, comporta altri gradi di disabilita' dovuti a problemi di natura somatica, psichiatrica, sociale, etico e medico-legale. Pertanto l' eterogeneità di manifestazione clinica dei diversi quadri di demenza rende il percorso diagnostico non sempre lineare e caratterizzato da varie consulenza medico-specialistiche, esami strumentali e non e una rete di servizi socio-sanitari disomogenea sul territorio.

In Italia è stato varato, dalla Conferenza Stato-Regioni unificata del 30 ottobre 2014, il "Piano Nazionale Demenze" (PND) italiano, dove emergono quattro punti principali a favore sia della persona con demenza sia del suo caregiver, (GU n° 9 del 13.01.2015):

•    interventi e misure di politica sanitaria e sociosanitaria;
•    creazione di una rete integrata per le demenze e realizzazione della gestione integrata
•    implementazione di strategie ed interventi per l'appropriatezza delle cure
•    aumento della consapevolezza e riduzione dello stigma per un miglioramento della qualità della vita.

Di grande rilevanza è quindi il problema della qualità della diagnosi di demenza, anche in riferimento alla centralità della valutazione neuropsicologica. Nello studio italiano di Di Pucchio et al., (2018 - vedi allegato)  mediante intervista ai 501 referenti dei Centri per i Disturbi Cognitivi e le Demenze (CDCD), mostra che in Italia solo il 45,7% di questi Centri somministra una batteria neuropsicologica minima nel percorso di diagnosi di una sospetta demenza. Per batteria minima si intende la somministrazione di almeno un test per ciascuna delle seguenti funzioni: memoria episodica verbale e visiva, attenzione, prassia costruttiva, fluenza verbale, funzioni esecutive. Nello studio si osserva un divario tra i CDCD del Nord e del Sud Italia. Nello specifico nel Sud e nelle Isole una valutazione neuropsicologica completa viene effettuata con una frequenza inferiore al 44% rispetto alle strutture del Nord Italia.

Nonostante tutto continua ad essere un problema prioritario il fatto che in Italia non esistono linee guida nazionali per la diagnosi e la valutazione del paziente con demenza aggiornate. Nel portale dedicato dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS), Osservatorio Demenze, sono raccolte tutte le informazioni aggiornate sui servizi sanitari e sociosanitari dedicati alla mappa dei servizi, alla diagnosi, alla gestione integrata e alle politiche sulla prevenzione delle demenze. Nella sezione Normativa Italiana e Regionale sono presenti i documenti e le normative aggiornate a livello nazionale e regionale in materia di demenze. Visita → https://demenze.iss.it/normativa-nazionale-e-regionale/